La risposta terapeutica dell'agopuntura

Per parlare di azione dell’agopuntura dobbiamo necessariamente premettere che una cosa e’ stata assolutamente provata nel corso di millenni di applicazione: la sua incontestabile efficacia. Per quanto concerne i meccanismi di funzionamento si deve altrettanto chiaramente dire che non sono ancora del tutto chiari: in Cina, ma soprattutto negli USA si stanno investendo centinaia di milioni di dollari per studiare ed identificare con rigore scientifico tali meccanismi al fine di perfezionare e rendere ancora piu’ efficace questo antichissimo mezzo di cura.

Senza avere la pretesa di esaurire un argomento cosi’ complesso in poche righe ma per dare almeno un’idea su quelle che sono attualmente le teorie piu’ accreditate in merito al funzionamento dell’agopuntura, dobbiamo addentrarci piu’ in dettaglio su aspetti biofisici:

Ogni cellula del nostro corpo, nello svolgimento delle sue attività vitali, produce reazioni chimiche. Tali reazioni si accompagnano a produzione di calore e di altre forme di energia, tra le quali la piu’ conosciuta (e scientificamente rilevata) e’ l’energia elettrica.

Il corpo umano, in quanto formato da molteplici raggruppamenti cellulari, puo’ essere quindi ritenuto nel suo insieme come una sorta di “generatore” di energia.

Il flusso elettrico che ne deriva si propaga soprattutto attraverso l’acqua...e il corpo umano e’ letteralmente immerso nell’acqua che, nell’adulto, rappresenta circa i 70% della massa corporea totale. In questa grande quantità di liquido corporeo (che per semplicità continueremo a chiamare “acqua”) sono disciolti gli elettroliti, cioè sali con una propria carica elettrica, positiva o negativa, detti ioni.

Gli ioni dunque sono in grado di trasportare, attraverso l’acqua nella quale sono disciolti, le cariche elettriche prodotte dalle cellule.

Questi movimenti di ioni, generati dalle attività vitali cellulari, per legge fisica si dirigono verso le zone con potenziale elettrico piu’ positivo, prima tra tutte la pelle;

ne deriva dunque che le attività elettriche delle cellule, e quindi degli organi vitali, hanno un movimento che parte dagli organi stessi e va verso la pelle.

Questo fenomeno viene ormai da anni sfruttato nella diagnostica medica: elettrocardiogramma, elettroencefalogramma ecc. non sono altro che rilevamenti delle attivita’ elettriche di cuore, cervello ecc. mediante l’applicazione di elettrodi posti appunto su punti specifici della pelle, che “raccoglie” questi segnali dagli organi interni.

In realta’ qualsiasi altro organo “proietta” con lo stesso meccanismo i segnali relativi al suo funzionamento verso la pelle; tali segnali elettrici affluiscono in specifiche aree della cute, spesso grandi non piu’ di qualche millimetro, nelle quali e’ possibile rilevare un aumento marcato dell’attività’ elettrica rispetto a zone cutanee limitrofe.

Queste sono le aree che corrispondono ai punti utilizzati dall’agopuntura, che i cinesi chiamano Ting, cioe’ pozzo.

E’ stato inoltre dimostrato che tali punti possono essere organizzati in “famiglie”: si e’ constatato infatti che tra punti cutanei adiacenti e appartenenti alla stessa “famiglia” vi e’ una considerevole attività elettrica che si esplica mediante un passaggio spontaneo di corrente, mentre invece non vi e’ pressoché alcun passaggio tra punti di famiglie diverse, anche se vicinissimi tra loro.

Queste famiglie di punti costituiscono delle vere e proprie linee, delle “vie di comunicazione” che percorrono il nostro corpo longitudinalmente dall’alto verso il basso e nelle quali scorre appunto energia nei due sensi: sono i cosiddetti meridiani.

 

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